giovedì 3 aprile 2014

Finalmente una notizia...non buona, ma eccellente!

Forse mi accontento di poco, di qualcosa che dovrebbe essere insito nella nostra professione e che, finora, non è mai stato riconosciuto, tuttavia fa molto piacere sentire che per legge l'insegnante è tutelato nell'esercizio delle proprie funzioni. La Cassazione ha ribadito, infatti, che insultare un insegnante non è solo un atto ingiurioso, ma si configura come un vero e proprio oltraggio a pubblico ufficiale. In fondo se i controllori sui treni sono tutelati come pubblici ufficiali, perché noi no? Solo perché non facciamo multe?
Qui gli approfondimenti:
1) Repubblica.
2) Adnkronos

sabato 29 marzo 2014

Ipotesi ragionevoli

Segnalo l'ultimo articolo uscito sull'argomento (TFA) e pubblicato ieri da Orizzonte scuola (vedi qui).

Le ultime due righe sono abbastanza ragionevoli: "Ad andar bene la sequenza potrebbe essere: bando a giugno, selezione settembre, avvio lezioni dicembre 2014. Ad andar bene."

E ribadisco anche io: AD ANDAR BENE.
Perché?

Perché tra la prima prova scritta del TFA I° ciclo e la conclusione delle selezioni sono passati molti (molti molti molti) mesi e si rischierebbe di far iniziare anche il TFA II° ciclo in ritardo (nel 2015). Ovviamente dipende dalla capacità organizzativa delle università, che a differenza del 2012-2013 potrebbero essersi organizzate meglio. Potrebbero.

Comunque la cosa più importante è tenersi sempre pronti e, nel frattempo, acquisire punteggio (valido sia per le graduatorie che per la selezione del TFA).

Ciao!!

venerdì 28 marzo 2014

Graduatorie d'istituto e abilitazione

Facciamo il punto della situazione sui vecchi problemi.

Partiamo dal meno complesso: le graduatorie d'istituto (e non solo quelle).

Sembra che l'aggiornamento sia imminente (si parla di maggio), tuttavia i nodi della questione sono molti. Il più importante riguarda i punteggi, per esempio quelli del PAS e del TFA ordinario, dal momento che chi terminerà questi percorsi (dopo la chiusura delle graduatorie) non potrà accedere alle graduatorie ad esaurimento e sarà collocato in testa alle graduatorie d'istituto (si parla di aggiornarle annualmente per questo).

Quanti punti dare in più ad un tieffino rispetto ad un sopravvissuto al PAS non è dato sapere (vedi qui un vecchio approfondimento).

Si ipotizza anche che chi si è iscritto al PAS possa entrare nella seconda fascia delle graduatorie d'istituto con riserva (oltre a rimanere in terza fascia), in attesa di ottenere il titolo abilitanto (vedi qui). Un minestrone che dovrà essere filtrato (per bene, si spera) dalle maglie normative dei prossimi mesi.

Quindi, quando verranno aperte le graduatorie? Maggio?
Secondo me apriranno fra giugno e agosto. (Ad agosto? Sì, come nel 2011: peggio di così spero non vada...).
Per le altre questioni sulle graduatorie d'istituto si deve aspettare il decreto (uno dei punti da chiarire riguarda, ad esempio, l'iscrizione dei neolaureati).

E il TFA II° ciclo?
La parte normativa è fondamentalmente pronta (secondo l'ex ministro, che ne aveva parlato tempo fa, ma non ci sono indiscrezioni sul contenuto del decreto), tuttavia mancherebbero ancora i pareri del Consiglio di Stato (CDS) e del Ministero dell'Economia (MEF) che, se vi ricordate la lunga vicenda del TFA, sono lenti ad arrivare (vedi qui).
Come se non bastasse il nuovo ministro, senza entrare nel merito (=perché non sa niente in proposito), ha confermato gli impegni del vecchio titolare del dicastero (impegni impossibili da adempiere, dato che il decreto TFA era atteso per metà di febbraio...). (Cercate "tfa" qui o qui)

E' possibile il II° ciclo parta il prossimo anno accademico?
Non è impossibile, se il decreto uscisse a breve, ma molto improbabile, visto che, nella più rosea delle ipotesi, inizierebbe il lungo confronto/scontro fra le università inerente al numero di posti disponibili per i vari abilitandi (per tacere delle date, delle modalità e delle tipologie delle prove d'accesso...anche per questo ci vorrebbero mesi).

Nulla è perduto, ma non conviene alimentare false speranze senza decreti in mano (i ministri, per ora, hanno venduto solo fumo...).

Se fosse confermato il II° ciclo TFA cercate di accedervi in qualsiasi modo (legale): nell'intervista citata nei link precedenti il ministro ha rivelato che avrebbe intenzione di eliminare -dopo il II° ciclo- il canale abilitante del TFA per sostituirlo con quello (già preventivato nei vecchi decreti) delle lauree abilitanti (quindi se non passo il TFA dovrò rifare la triennale+la specialistica o una delle due? Che magari saranno a numero chiuso per limitare il numero degli insegnanti? E creeranno ancora nuovo precariato, magari? Aiuto!).

Quindi va come al solito: recuperate tutti i crediti possibili per accedere a graduatorie e TFA e non prenotate vacanze per i prossimi 2 anni (ricordate le selezioni estive al TFA o le graduatorie 2011 in agosto?): potreste perdere l'occasione della vostra vita.

lunedì 17 marzo 2014

False speranze

Dal post precedente sono passati due mesi e ne sono successe tante...
Ovviamente niente di buono per noi, dato che le promesse dello scorso ministro ora sono prive di valore. Per ora non ci sono né novità importanti (sulle graduatorie d'istituto non c'è nulla di certo e le informazioni che trovate qui sono, a mio parere, ottimistiche: vediamo quando apriranno veramente le graduatorie...) né decreti da spiegare.
Rimane solo l'amaro in bocca per una situazione stagnante o in via di peggioramento.
Il seguente articolo che vi propongo offre un'analisi molto interessante anche se desolante (vedi qui). Anch'io condivido le previsioni e penso che il prossimo futuro (non solo nostro, ma, più in generale, del sistema scolastico italiano) sia piuttosto fosco.

sabato 18 gennaio 2014

Per la prima volta da anni...buone notizie (ma non per tutti)!

Forse.
Già, perché la seguente nota del MIUR (che riporto per intero) potrebbe essere solamente propaganda (in parte lo sarà, ma non del tutto, mi auguro).

Nota del MIUR: http://hubmiur.pubblica.istruzione.it/web/ministero/cs180114

Ufficio Stampa
Roma, 18 gennaio 2014
Scuola, il titolo abilitante sarà valorizzato subito nelle graduatorie di istituto
Entro febbraio il bando del II ciclo Tfa, la graduatoria di ammissione sarà nazionale

Il Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Maria Chiara Carrozza, ha predisposto il decreto ministeriale che modifica in parte l’attuale Regolamento sulla formazione iniziale degli insegnanti. Diverse le novità introdotte con lo scopo, fra l’altro, di valorizzare il titolo abilitante nelle graduatorie di istituto. In particolare, chi consegue l’abilitazione potrà farla valere da subito nelle graduatorie di istituto, in attesa del loro consueto aggiornamento triennale: il titolo garantirà una ‘corsia preferenziale’ per l’attribuzione delle supplenze brevi all’interno della terza fascia.

[Quindi chi ha fatto il TFA non avrà un consistente punteggio aggiuntivo rispetto ai PAS e, per di più, dovrà ancora aspettare il decreto che ordina agli istituti di privilegiare i tieffini in graduaroria?]

Le graduatorie di ammissione ai Tirocini formativi attivi (Tfa), i percorsi abilitanti che vengono attivati presso le Università e le Istituzioni dell’Alta formazione artistica, musicale e coreutica, dal prossimo ciclo di corsi confluiscono in un’unica graduatoria nazionale, per consentire il transito degli idonei in atenei e istituzioni dove c’è una maggiore disponibilità di posti.

[Assurdità: vuoi vedere che mi toccherà frequentare il TFA in Sicilia rinunciando nel frattempo alle supplenze?]

Anche l’anno scolastico 2012/2013 sarà valido per la maturazione dei tre anni di servizio necessari per poter essere ammessi ai Pas, i Percorsi abilitanti speciali istituiti a marzo del 2013 [l'avevano già detto...].

Infine, la laurea continuerà ad essere titolo di studio valido per l’inserimento nelle graduatorie di istituto in terza fascia [Notizia eccellente! Chi si laurea oggi può iscriversi nelle graduatorie di terza fascia!!].
Il decreto ha ricevuto il parere positivo del Cun (Consiglio universitario nazionale) e del Cnsu (Consiglio nazionale degli studenti universitari) ed è stato inviato ai Ministeri che devono vagliarlo prima dell’invio al Consiglio di Stato.
Il Miur sta anche predisponendo il bando [Vedremo a quali condizioni (tipo di test, sistema di punteggio, costo sugli aspiranti tieffini) e quanti saranno i posti effettivi] per la partenza del secondo ciclo dei Tirocini formativi attivi che sarà emanato entro febbraio.

lunedì 4 novembre 2013

Nella giungla dei decreti.

In occasione delle recenti interviste del ministro dell'istruzione (citerò solo quella di Orizzonte scuola, più lunga e illuminante) e dell'entrata in vigore (il 19 luglio) del decreto n°81 (del 25/3) urge una spiegazione succinta.

Per eliminare il problema del precariato gli ultimi tre ministri hanno cercato di creare percorsi, anche alternativi tra loro, che hanno complicato parecchio il quadro dell'accesso all'insegnamento.

(escludo le vicende storiche precedenti)

Fioroni: triennale+specialistica(=magistrale)+crediti da recuperare=graduatorie d'istituto o/e SSIS>graduatorie ad esaurimento.

1) Gelmini: "La SSIS è inutile, bisognerebbe abolirla." (2008 d. C.); triennale+specialistica(=magistrale)+crediti da recuperare=graduatorie d'istituto o/e TFA("operativo" nel 2012)>graduatorie ad esaurimento (in teoria, in pratica i "tieffini" devono aspettare l'apertura delle graduatorie).

2) Profumo: Organizza gli "Hunger games" degli insegnanti (l'ennesimo concorso);
triennale+specialistica(=magistrale)+crediti da recuperare=graduatorie d'istituto o/e TFA("operativo" nel 2012)>graduatorie ad esaurimento (in teoria, in pratica i "tieffini" devono aspettare l'apertura delle graduatorie). Chi ha i requisiti (abilitazione o anzianità di servizio) può diventare insegnante di ruolo vincendo un concorso.

Risultato? I vincitori del concorso, che dovevano diventare tutti di ruolo, non saranno subito assorbiti.
Molti degli insegnanti che entreranno in ruolo vengono e verranno ancora dalle graduatorie.
I tieffini...aspettano la riapertura delle prossime graduatorie.


3) Carrozza: si è ritrovata a gestire la situazione creata dalla Gelmini e complicata da Profumo e ha promesso anche lei di risolvere la situazione. Come? Lo dice nell'intervista (qui) che riassumo di seguito (riporto anche la parte più interessante):
"[...] è indispensabile definire un percorso di medio periodo, tutelando sia coloro che, dopo anni di insegnamento, aspirano alla stabilizzazione, sia i giovani che hanno conseguito l’abilitazione a seguito di un percorso formativo duro e selettivo.
Guardando al lungo periodo, credo però che dopo una fase di necessaria transizione, il sistema di reclutamento debba basarsi, essenzialmente, su procedure di concorso che consentano la selezione e la formazione dei futuri insegnanti. [...]"

Per ora saranno tutelati i vincitori del concorso e chi è inserito nelle graduatorie (i tieffini dovranno aspettare la prossima apertura delle graduatorie).

In futuro (finché il prossimo ministro non cambierà le regole):
triennale+specialistica(=magistrale)+crediti da recuperare+concorso con successiva formazione (una specie di TFA)=graduatorie e veloce (nelle intenzioni) entrata in ruolo.

Il problema riguarda proprio l'ultimo passaggio, in parte già operativo: per entrare in graduatoria è/sarà necessario essere abilitati. Secondo il decreto n°81 del 25 marzo 2013 (operativo dal 19 luglio) i neolaureati non potranno più iscriversi alle graduatorie (vedi articolo di Orizzonte scuola qui; oppure vedi decreto qui).

Il punto del contendere è: chi sono questi "neolaureati"?
I laureati dopo il 19 luglio, tutti quelli degli anni precedenti (in sostanza chi non è riuscito ad iscriversi alle ultime graduatorie del 2011), oppure anche chi si è iscritto alle ultime graduatorie pur non essendo abilitato? Non è un problema da poco...
Non ci sono risposte precise in merito, tuttavia, leggendo il decreto, coloro che nel 2010-2011 erano ancora "iscritti a uno dei percorsi finalizzati al conseguimento dei titoli di cui alla lettera a)" (= laurea magistrale) devono fare il TFA prima di iscriversi in graduatoria.
Un'interpretazione più restrittiva (sentita in provveditorato a Vicenza, ma non mi fido troppo) potrebbe riguardare tutti quelli fuori dalle attuali graduatorie...

Chi è escluso dalle graduatorie che cosa dovrà fare per trovare lavoro?
In questo caso può insegnare solo se la scuola finisce la propria graduatoria d'istituto (il che è possibilissimo anche se, il primo anno, in genere, si lavora meno). E' necessario inviare (consiglio via e-mail) il proprio curriculum (con gli esami svolti e la/le classi di concorso di afferenza) alle segreterie delle scuole. Quante? Tutte quelle che si vogliono (le segreterie non buttano via i curricola, in genere): non ci sono limitazioni (come per chi è in graduatoria). Svantaggi? Oltre a non fare punteggio i presidi o il presonale di segreteria può scegliere in modo arbitrario (con le graduatorie non si potrebbe...).

Quando verranno banditi graduatorie 2014 e TFA (II° ciclo)?
Per le graduatorie si prospetterebbe un anticipo (fine gennaio-febbraio), tuttavia, visti i problemi che sorgerebbero (vedi qui) e in previsione delle sicure lungaggini burocratiche (come al solito), non penso che verranno aperte prima della tarda primavera-estate.
Il TFA 2 può attendere, per il ministro (vedi qui), in attesa di una riforma complessiva.

Gli scenari sono foschi, ma non troppo: paradossalmente, a causa di tante inefficienze passate, il ministro presente e quello futuro non potranno bloccare il TFA e l'accesso alle graduatorie troppo a lungo perché il numero di docenti sta diminuendo rapidamente e le scuole fanno fatica, a volte, a trovare supplenti (ci sono scuole che, oltre a finire le graduatorie di istituto, chiedono "in prestito" le graduatorie ad altri istituti per trovare un supplente disponibile!!).

Pubblico ancora i link diretti ai crediti formativi da recuperare per insegnare, anche se c'è un problema: per quanto riguarda i crediti da recuperare nel settore di storia (medievale, moderna e contemporanea) il ministero ne ha aggiunti 6: da 12 sono diventati 18...
I 18 crediti li trovate nel decreto n°249 del 10 settembre 2010 (che si riferisce solo alle medie!) vedi qui, a metà di pag.19; i 12 li trovate nel decreto n°22 del 9 febbraio 2005 (che si riferisce a tutte le classi di concorso), vedi qui, tabella a pagg. 8-10-11.
Sembra, però, che il ministero stesso non se ne sia accorto, dato che in una nuovissima maschera di ricerca (vedi qui; se cercate la pagina d'accesso è qui) non cita questa discrepanza e rende necessari solo 12 crediti di storia medievale e/o moderna e/o contemporanea (e, tra l'altro, non è l'unica discrepanza...).

Quindi il consiglio è di seguire le tabelle "errate", presentate nel portale ufficiale del Miur (che in questi anni sono sempre state consultate dai provveditorati per le graduatorie 2011-2014 e da chi ha organizzato il TFA) pregando che nessuno si accorga...

Ciao a tutti!!
;-)

lunedì 26 agosto 2013

Professione insegnante

Le riflessioni e i discorsi seri e costruttivi sul mondo della scuola sono pochi, al giorno d'oggi, e, come abbiamo avuto modo di sperimentare in questi tristi anni, vengono spesso e volentieri sostituiti da una retorica pseudoefficentista vuota perché priva di risultati (basti pensare ai discorsi degli ultimi tre ministri...).

Non oso mai proporre riflessioni generaliste sull'insegnamento proprio perché, presi come siamo dalle nostre necessità pratiche e quotidiane, siamo più interessati ai nuovi provvedimenti ministeriali (tutti da interpretare) che a discorsi astratti. Quello che vi propongo è, però, davvero profondo.
Non voglio rovinare quella che spero sia una gradita sorpresa, quindi vi invito alla lettura dell'articolo della prof. ssa Rajna Dragićević.

Prima di iniziare la lettura volevo solo chiarire e precisare il post di giugno:
1) non ci sarà il TFA ordinario quest'anno;
2) il PAS che ora viene attivato è il vecchio TFA speciale, aperto solo a chi, oltre ai requisiti per il TFA ordinario, ha maturato, dall’anno scolastico 1999/2000 fino all’anno scolastico 2011/2012 incluso (l'anno 2012-2013 è escluso!), almeno tre anni di servizio (1 anno scolastico = almeno 180 giorni, anche cumulando vari servizi prestati nello stesso anno) in scuole statali, paritarie ovvero nei centri di formazione professionale (quindi anche i CFP!), limitatamente ai corsi accreditati per l’assolvimento dell’obbligo scolastico.

Ecco, ora vi lascio alla lettura del bellissimo discorso della prof. ssa Rajna Dragićević.
http://www.balcanicaucaso.org/aree/Serbia/Serbia-la-professoressa-140564

Serbia: la professoressa
Rajna Dragićević - dal web

Il discorso di una professoressa di lingua serba - ai suoi studenti che si laureano - scuote il dibattito nell'intera regione. Cosa significa insegnare, cosa essere professori? Le parole della professoressa, il commento di Božidar Stanišić

Fino al mese di luglio di quest’anno il nome della quarantacinquenne professoressa Rajna Dragićević (nata nel 1968) era conosciuto a Belgrado, in Serbia e altre regioni dell’ex Jugoslavia solo nel contesto degli studi linguistici. Rajna Dragićević, che alla facoltà di Filologia di Belgrado, insegna lingua serba, lessicologia, storia della lessicografia e lessicografia pratica, è infatti autrice di oltre cento contributi scientifici, varie monografie, manuali per gli studenti liceali e universitari.
Invitata alla festa dei laureandi della sua facoltà ha tenuto un discorso agli studenti. Il giorno dopo alcuni di loro ne hanno portato il testo al quotidiano belgradese Blic che l’ha pubblicato integralmente. La riflessione di Dragićević sul ruolo degli insegnanti (con una particolare attenzione ai temi etici), della scuola e della cultura in Serbia ha suscitato delle reazioni diverse sia nel paese, che, inaspettatamente, nell’intera Regione.

Il discorso

"Cari studenti, stimati colleghi, cari laureandi
nello stesso giorno della vostra festa di laurea sono stati rinviati gli esami per la licenza ginnasiale perché i test sono stati illegalmente pubblicati. E’ solo una delle manifestazioni del crollo del nostro sistema educativo e del sistema sociale a tutti i livelli.
Arrivando alla vostra festa, osservandovi così ben vestiti, sorridenti, giovani e pieni d’energia positiva, mi chiedevo se riuscirete a mantenere il vostro ottimismo anche dopo la laurea e quando vi confronterete con i bassi stipendi, con il mancato rispetto della vostra professione di insegnanti, con studenti abbastanza disinteressati, con i loro genitori sempre disposti a dare ragione ai propri figli (anche se così li danneggiano), con le varie pressioni, con il disprezzo.
Molte cose attorno a voi uccideranno la vostra motivazione. Tuttavia, se chiedete la mia lista delle professioni più alte, io metto nell’ordine: professore, medico, avvocato, giudice, ingegnere e, ripeto ancora, professore. Se chiedete a tutti i genitori del mondo che mestiere vorrebbero per i loro figli, vi risponderanno con le medesime parole.
I vari analfabeti e semianalfabeti che oggi si considerano facilmente manager, le conduttrici e i conduttori di trasmissioni che, sebbene ignoranti, pretendono di essere giornalisti e i cantanti di turbo-folk che si immaginano artisti, per non parlare di vari art director, consulenti finanziari, product designer, back office amministratori.
Dietro i sonori nomi di queste professioni spesso si nascondono truffatori che, non riuscendo a stare al passo con i tempi richiesti dallo studio universitario, pensano che la stima si possa ottenere più in fretta e cambiano professioni come se fossero calze sporche”.
Non dimenticate che un professore, un medico o un giudice non può autoproclamarsi tale.
Siate orgogliosi della vostra professione che si pratica solo con uno studio perseverante e diligente, con l’autocontrollo, lavorando notte e giorno, rinunciando a molte cose. Non permettete a vari titolari di ristoranti, imprese, aerei privati, case di lusso, persone arroganti, vanitose e autoreferenziali che vi tengano lezioni sul successo.
Non permetteteglielo perché VOI SIETE PROFESSORI, e loro sono solo proprietari di metri quadrati!
Tentano di svalutare il vostro lavoro. Tenete presente che voi siete i custodi della dignità della vostra professione. Il titolo di professore viene acquistato con molto impegno e bisogna fare altrettanta fatica continuando ad investire nel sapere su cui tale titolo si fonda. Rendete conto del vostro comportamento anche fuori della scuola, riflettete sul vostro modo di vestirvi, di mettervi in relazione con i colleghi, con gli studenti e con i loro genitori.
Se vi umiliate ai vostri stessi occhi, sarete osservati con disprezzo anche dagli altri. Siate orgogliosi e convinti del vostro ruolo, decisi nell’intenzione di studiare per tutta la vita perché voi siete PROFESSORI!
Vogliate bene ai vostri studenti. Fate emergere ciò che in loro è nobile, anche se non ne sono coscienti, anche se lo hanno nascosto a se stessi. Alzate il livello della loro autostima. Non regalate loro mai i voti ma fate continuamente in modo che i loro risultati possano migliorare. Riconoscete e stimate il loro impegno. Fate capire che possono avere successo se studiano. Non spegnete la loro volontà.
L’autorità di un insegnante non si conquista con la severità eccessiva, né con il potere arbitrario ma con la giustizia, nella reciproca condivisione. Lodate i migliori perché in questo modo anche gli altri troveranno degli stimoli. Date l’occasione a tutti di essere i migliori, almeno qualche volta.
Non siate i compagni dei vostri studenti. Non avvicinatevi a loro come se lo foste. Costruite voi le regole, i confini e i fili da tenere in mano in aula. Loro sono studenti, VOI SIETE I PROFESSORI!
Non dimenticate che la vostra materia (la lingua e letteratura serba, ndt.) è al primo posto nel registro di classe e che con i vostri studenti passerete più tempo dei vostri colleghi. La vostra influenza sarà più importante. Siate coscienti di questa responsabilità. Come professori di lingua serba, voi siete i custodi della nostra lingua e della nostra cultura.
Insegnate ai vostri studenti ad amare il proprio paese. Spesso si sente che i professori consigliano ai loro migliori studenti di emigrare quanto prima possibile. Il buon successo negli studi è considerato il miglior lasciapassare per andarsene dalla Serbia. Proviamo a capovolgere la prospettiva! Fate vedere agli studenti migliori che proprio loro potranno aiutare la convalescenza del paese perché possa diventare un buon luogo per vivere. Non permettete loro di andarsene, né di lasciare il paese nelle mani di persone non degne.
Dite ai vostri studenti che l’impegno della loro vita è la lotta contro il fango in cui stiamo affondando. Proponete loro il significato della responsabilità civile perché si convincano che nessuno tranne loro potrà ripulire questo paese. Se vi impegnate, vedrete che vi ascolteranno - VOI SIETE I PROFESSORI!
Siate certi che i semi di tutte le riforme economiche, politiche, culturali e morali di questo paese potranno germogliare non solo in famiglia, ma anche nella vostra aula, proprio nelle lezioni di lingua e letteratura serba! Perciò impegnatevi ad essere un modello per i vostri studenti.
Andate alla guerra contro tutte le attricette, gli sponsor falsi, i magnati, gli uomini d’affari e vinceteli.
Voi dovete diventare il loro punto d’orientamento, il faro della loro vita! Per quella guerra avete ogni giorno quarantacinque minuti. Non sono pochi. Vincerete se tutti gli argomenti da insegnare saranno presentati in modo interessante, fresco, emozionante. Otterrete il successo solo se conoscete molte cose, se amate il vostro lavoro e se vi dedicate al vostro impegno.
Gli studenti sono in grado di riconoscerlo in modo infallibile. Non fate caso alla poca preparazione dei vostri colleghi, al fatto che molti non fanno nulla e sono pagati lo stesso, non fate caso al marciume attorno a voi e non arrendetevi. Che la vostra lezione sia un’oasi nel deserto, il punto di luce nel buio, un granello di senso nell’assurdo.
Voi avete una missione: se riuscite a riconquistare l’autorità della scuola e del sapere (che non si possono raggiungere con nessuna legge ma con l’entusiasmo degli insegnanti) tutte le barriere che ostacolano la vita migliore in Serbia cadranno a effetto domino. Dalla lezione di lingua serba alle riforme economiche! Dalla lezione di lingua serba alla lotta contro la corruzione! Dalla lingua serba all’universo!
Il vostro potere è immenso e il vostro compito è di portata strategica. In ciò consiste la differenza fra voi e vari manager, consulenti, coordinatori, amministratori, ricchi proprietari di aziende e altri venditori di nebbia. Nelle loro mani ci sono progetti, aziende, aerei e camion, nelle vostre è il futuro di questo paese. Non dimenticate mai - VOI SIETE I PROFESSORI".

I commenti

Il discorso della professoressa Dragićević in realtà è un invito alla resistenza contro i valori falsi presenti nella società serba piena di contrasti sociali e culturali. Chi conosce la realtà di altre parti dell’ex Jugoslavia potrebbe facilmente togliere l’aggettivo ‘serba’ e aggiungerne un altro, ad esempio bosniaco-erzegovese, montenegrina e così via.
Il dibattito sull’argomento (più ricco sulle pagine web, dove hanno partecipato migliaia di persone, che sui giornali) ha mostrato che la maggioranza dei cittadini non ha dimenticato quali siano i valori di una società civile. Da anni impotenti, rassegnati e scoraggiati dalla dominazione sociale ed economica della classe dei nuovi ricchi, dall’onda della subcultura e delle sue varianti turbo-folk , molti cittadini della Serbia hanno reagito positivamente a questo discorso (nei sondaggi oltre il 70% ha riconosciuto il ritorno ai valori basilari) sostenendo la riflessione della professoressa con un entusiasmo da tempo inaudito.
Le hanno dato sostegno anche Vuk Jeremić, attuale presidente dell’Assemblea Generale dell’ONU, l’ex giocatore di pallanuoto Aleksandar Šapić, numerosi insegnanti liceali e universitari, fra cui anche il preside della sua facoltà la professoressa Aleksandra Vraneš…
Le accuse però non sono mancate. Qualcuno nel discorso di Dragićević ha rilevato snobismo culturale, qualcuno lo ha criticato perché sembra riservato a un élite (si tratta evidentemente di coloro che da anni non vedevano nulla di strano sia nella propria indifferenza alla situazione sociale, sia nell’ammirazione della subcultura dominante e, meravigliati dalla reazione inaspettata dalla maggioranza dei cittadini, non sapevano esprimere altro …)
Alcuni studenti si son espressi con la massima sincerità: “Volevamo già scegliere un altro mestiere…” E il discorso che parla chiaramente dei pilastri di una società civile - scuola, cultura, scienza, sanità, giustizia - è arrivato come una scossa positiva. Lo vivono anche come un invito alla lotta contro il provincialismo. “Un giorno voglio essere come lei, amare il lavoro di professore, motivare i miei studenti…” dice uno dei suoi studenti.
E un vecchio maestro, che non ha firmato il suo commento: “Figlia cara, ti bacio la mano…”
Alla fine mi chiedo quanto il discorso della prof.ssa Dragićević sia limitato alla sola Serbia e alla regione balcanica.